Tutela e diritti per le coppie non sposate
Perché sono importanti
I patti civili di convivenza (introdotti dalla legge n. 76/2016, cd. Legge Cirinnà) sono strumenti giuridici che permettono alle coppie non sposate – etero e omosessuali – di disciplinare i propri rapporti patrimoniali.
Consentono di dare certezza a situazioni di fatto, regolando aspetti fondamentali della convivenza.
A cosa servono i patti civili di convivenza
- Regime patrimoniale: la coppia può scegliere se adottare la comunione o la separazione dei beni.
- Residenza e domicilio: si stabiliscono le modalità di coabitazione e il luogo della residenza comune.
- Sostegno reciproco: è possibile disciplinare le modalità di assistenza materiale e morale.
- Successione nel contratto di locazione: il convivente superstite può subentrare in caso di morte dell’altro.
- Diritti assistenziali e sanitari: riconoscimento in ambito medico e decisionale in caso di malattia o incapacità.
Come si stipulano i patti civili di convivenza
- Forma scritta – I patti devono essere stipulati con atto pubblico o scrittura privata autenticata davanti a notaio o avvocato.
- Registrazione all’anagrafe – L’accordo viene trasmesso al Comune di residenza per l’iscrizione nei registri.
- Modifica e scioglimento – Possono essere modificati o sciolti in ogni momento con le stesse forme utilizzate per la stipula.
Vantaggi e tutele
- Riconoscimento giuridico della convivenza.
- Possibilità di disciplinare la gestione dei beni comuni.
- Protezione in caso di malattia, decesso o crisi della convivenza.
- Strumento utile anche per pianificare il futuro patrimoniale della coppia.
Domande frequenti sui patti civili di convivenza
Qual è la differenza tra patti civili di convivenza e unione civile?
I patti civili disciplinano i rapporti patrimoniali tra conviventi non sposati.
L’unione civile, invece, crea un vero e proprio vincolo giuridico assimilabile al matrimonio.
Servono per forza un notaio o un avvocato?
Sì, i patti devono essere redatti con atto pubblico o scrittura privata autenticata da un professionista abilitato.
Possono essere sciolti liberamente?
Sì, basta una dichiarazione davanti a notaio o avvocato, che viene poi comunicata al Comune.